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ZONA DEL PENSIERO  SPATIUM COGITATIONIS  THOUGHT AREA   DOMAINE DE LA PENSÉE
BEREICH DES DENKENS  思考のエリア  ÀREA DEL PENSAMIENTO  思想领域

ll Blog ZONA DEL PENSIERO è uno spazio dedicato all’individuo colto e rappresentato nella sua dimensione meramente esistenziale, non solo psicologica, ma anche filosofica, nel senso di una ecologia della mente e di una attenzione al vissuto di carattere zen. Il Blog ritaglia un luogo nel quale sciogliere il nodo di una preoccupazione, di una aporia esistenziale, o iniziare a comprendere il senso di certi vissuti, che lungi dal coagularsi in grumi di non senso, sono capaci di generare apertura mentale, riflessione e, perché no, anche sorriso. Se, da una parte, le pagine in esso contenute saranno un punto di riferimento per aspetti di natura più specialistica,  il cuore del blog  partendo dal titolo che lo connota, vuole accostarsi all’Essere in quanto umano,  ed esplorarne il  senso e sostare sulle domande anziché preconfezionare soluzioni universali, nella consapevolezza dell’unicità di ciascun percorso di vita.
Si rivolge al suo continuo divenire nella ricerca di forme sempre più efficaci per essere se stesso, felice, appagato, in contatto col proprio nucleo autentico, nonché con la realtà che lo accompagna in modo diario.
ZONA DEL PENSIERO in quattro parole condensa l’intenzione di andare verso ciò che si è ed esserlo pienamente, imboccando fra le infinite Vie possibili quella che corrisponde alla verità del soggetto, soggetto che diventa protagonista del proprio romanzo di vita, viaggiatore nell’odissea  della propria esperienza ineguagliabile.

Igor Morski – Brain 1

Igor Morski – Brain 1

1. Overture prenatale

L’InCanto della Mamma

All’inizio era il Suono,
Il Suono era presso la Madre,
La Madre era il Suono
(parafrasi del prologo del Vangelo secondo Giovanni)

Inizieremo da queste suggestive affermazioni,   che esercitano un forte richiamo, un senso di indicibile e piacevole mistero ed il suo svelarsi…
La riflessione schiude il suo sipario sull’evidente influenza della voce materna sul vissuto originario di ciascuno ed in essa indica uno degli elementi di continuità d’esperienza fra la vita prenatale e quella che segue la cesura della nascita.
In particolare essa rappresenta input di embrionali processi d’incantamento, di fantasia, di imagérie che si esprime in modo creativo attraverso la danza motoria del bambino.
Si rende necessaria una premessa occupandosi in termini psicoanalitici di questioni musicali. La musica presenta una scena manifesta tanto quanto una nascosta, e questo la rende passibile di significati inconsci.  In questo senso il linguaggio musicale similmente a quello parlato, risulta ascrivibile fra gli eventi soggetti alla teoria psicoanalitica.
In successive trattazioni avremo modo di affrontare tali aspetti riguardo la scrittura creativa, la poesia…
Poiché l’inconscio affonda le sue radici nell’infanzia, si può chiarire con maggior semplicità il significato inconscio della musica a partire dalle filastrocche infantili.
Infatti ragionando a partire da segni ritmici ed intonativi, si osserva che uno dei primi piaceri del bambino, la rima, trae origine dal divertimento infantile di giocare con l’omofonia, come Freud stesso aveva già constatato, e come Fornari ha poi ripreso.
Il bambino può far uso di filastrocche allo scopo di tenersi compagnia (anche le prime vocalizzazioni avrebbero la stessa funzione). Le madri, che intuitivamente ne comprendono la sottostante funzione consolatoria, evitano di persuadere il loro bimbo a non giocare col ‘non sense’ dei suoni e delle parole, anzi, esse stesse ne promuovono l’apprendimento!
Il senso del nonsenso è quello di costituire un gioco ritmico-fonico puro, che coinvolge i suoni per una relazione di specularità fra di essi.
Dunque il rispecchiamento fra suoni, esercitando una funzione di compagnia, starebbe al bambino come la nota copertina starebbe a Linus.
Alla stregua quindi di oggetti transizionali così coniati da Winnicott, i giochi ritmico-fonici entrano a pieno titolo a far parte di quei ‘segni della madre’ al riparo dei quali prospera la vita onirica del bambino con i suoi incantesimi primari, avvicinabili a quelli dei popoli primitivi per magicità.
Ma da dove nasce l’incantamento ?
Presto avremo modo di parlarne….

la speranza

Gustav Klimit – La speranza I (1903).

Pensare o non pensare...? Questo è il problema

Molte persone usano dire :”non pensarci! Vedrai che starai meglio…”

Vorrei spezzare una, ma che dico,  mille lance in favore del povero bistrattato pensiero
Evidenziare cioè la distinzione fra  pensiero e idea.
L‘idea può essere svalutativa, persecutoria, paranoica, crudele, abbandonica, masochistica, angosciosa, arrivista, giudicante, inquietante….può essere retaggio, falsa credenza….
Una certa idea può letteralmente tormentare il soggetto che la ospita…
Ma il pensiero è colui che ci aiuta a discernere se un’idea è malsana o meno…
Sospendere il pensiero nel l’illusione di stare meglio,è negare problemi, sofferenze, finanche tracolli esistenziali o sociali, non è la risposta ai guai.
Negare un problema significa non affrontarlo, non risolverlo….
Il pensiero: è ciò che cura, ciò che favorisce il ritrovamento di soluzioni con la sua natura creativa …
Il pensiero: è il balsamo sulle ferite fresche…
Invece di liberare la mente dai pensieri, occorre liberarla dalle idee distruttive …!

blog020116

Se la tristezza ti invade ricorda...

Sei una creatura in divenire…
Tutto può cambiare, anche in un istante…

Quando la tristezza t’invade, rammenta che questo accade solo perché sai ospitare la gioia e lasciarti da essa allagare il cuore, i sensi…
Come i tuoi sorrisi ama le tue lacrime: accoglile, dai senso a ciascuna gemma di luce versata nel buio…Ascoltati…dai voce a ciò che pensi di non poter pensare…ascoltati di nuovo…abbandonati a una lenta ma inesorabile trasformazione …
Credici…credici ancora…e ancora… e ancora…
Sii costante e mantieni viva la fiducia…
Finché tutta la tristezza non si sciolga in nuova gioia…
Lascia che siano i tuoi sentimenti a parlarti ti te, di ciò che hai patito, affrontato, attraversato…superato…di ciò che non osi più sognare, desiderare, pronunciare…
abbraccia l’anima tua contrita, consolala e vai oltre!
È il solo autentico modo per far spazio a nuovi momenti felici…
Lascia che tu sia…Amati e Per-Donati nel tuo fulgido esser imperfetto!
Divieni te stesso!

blog231115