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Disturbo ossessivo compulsivo di personalità

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità, detto anche disturbo di personalità anancastico o disturbo della personalità ossessiva (in inglese OCPD, obsessive compulsive personality disorder), è un disturbo di personalità caratterizzato da un complesso di risposte rigide della personalità, comportamenti e sentimenti che si manifestano in più ambiti e si raccolgono perlopiù in questi insiemi:

  • Tendenza a conformarsi a procedure, abitudini o regole in modo eccessivo e non flessibile
  • Occorrenza di pensieri o comportamenti ripetitivi
  • Costante perfezionismo

La personalità ossessiva manifesta un senso di ansia quando le procedure vengono alterate o gli standard tendenti al perfezionismo non sono soddisfatti. Vi è spesso un atteggiamento generale di inflessibilità di giudizio (talvolta – ma non sempre – moralismo), desiderio di ordine e fedeltà alla routine, inquietudine eccessiva in situazioni che il soggetto percepisce come non prevedibili. Un tratto caratteristico osservabile è il perfezionismo. Queste persone mostrano a volte notevoli difficoltà a distinguere a prima vista i livelli diversi di importanza delle questioni, cioè a limitare la preoccupazione per i dettagli rispetto agli aspetti essenziali. Hanno difficoltà a delegare compiti ad altri temendo che non siano svolti con le procedure desiderate. Gli standard elevati che essi chiedono agli altri in tutti gli ambiti possono creare significativi problemi alla vita di relazione.
I meccanismi di difesa dell’Io tipici della personalità ossessiva sono l’annullamento, la rimozione, la formazione reattiva, l’isolamento dall’affetto e l’intellettualizzazione.
L’OCPD affligge più gli uomini che le donne (rapporto 2:1) e si manifesta all’inizio dell’età adulta per poi raggiungere l’apice fra i 40 e i 50 anni. È possibile trovare anche degli adolescenti con uno stile di vita incline a sviluppare un simile disturbo.
Sebbene il forte senso di obbligazione morale impedisca al soggetto di sviluppare delle dipendenze da sostanze (a differenza di quanto avviene in altri disturbi di personalità), l’OCPD conduce spesso alla depressione e all’esaurimento nervoso, e generalmente dissipa gran parte delle energie vitali del soggetto. Il disturbo ha la caratteristica di presentarsi spesso insieme ad altri disordini nervosi, soprattutto di natura ansiosa o fobica quali disturbo ossessivo-compulsivo, ipocondria, agorafobia. Inoltre, il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo – caratterizzato da un pattern di perfezionismo – ha una tendenza specifica alla co-morbidità con disordini legati al narcisismo, talvolta anche con il grado di disturbo narcisistico di personalità.
Il soggetto con una personalità ossessiva-compulsiva ha uno stile prudente e perfezionista che manifesta costantemente buona parte (o la totalità) dei seguenti caratteri:
-Perfezionismo
-Fissazione sulle liste e l’organizzazione
-Eccessiva dedizione al lavoro
-Preoccupazione eccessiva per l’ordine, la pulizia e il controllo di spazi e ambienti
-Mania del controllo sulle persone, che rende le relazioni familiari e d’amicizia difficili e pesanti
-Ansia immotivata in situazioni divergenti dalla routine del soggetto
-Attenzione eccessiva ai dettagli
-Autocommiserazione o colpevolizzazione eccessiva in caso di errori secondari o anche futili
-Timore eccessivo delle critiche, anche se costruttive
-Pessimismo
-Razionalizzazione eccessiva dei sentimenti (visti come una perdita di controllo) che porta a vivere gli affetti in modo limitato
-Incapacità di esprimere direttamente la rabbia e/o comportamenti passivo-aggressivi
-Difficoltà a lavorare in gruppo o a delegare compiti ad altri
-Stile di vita improntato alla parsimonia. Il denaro è visto non come fonte di piacere ma come protezione, da accumulare in caso di disgrazie o problemi futuri.
-Tendenza all’accumulo di oggetti, anche se privi di valore economico e/o affettivo
-Inflessibilità su posizioni etiche, politiche, religiose e/o morali
-Rigidità e difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti

Sintomatologie di contorno
I soggetti affetti da OCPD non presentano un’emotività ridotta come i soggetti affetti da disturbo schizoide di personalità, tuttavia tendono a un forte controllo delle emozioni. In modo più o meno conscio ritengono l’affettività e le emozioni una perdita del controllo dell’Io. Le emozioni represse si accumulano senza la possibilità di essere sfogate o vissute apertamente, ciò provoca stati di sofferenza. Le più frequenti emozioni negative nei soggetti ossessivo-compulsivi sono:
-l’ansia dovuta ad una mancanza di ordine, di controllo o di impostazione “approvata”;
-la rabbia può seguire alle critiche e disapprovazione frequenti, che il soggetto attira su di sé per l’approccio interpersonale rigido;
-la frustrazione per non aver portato a termine un compito o per non aver raggiunto gli standard autoimposti;
-l’invidia nei confronti di persone che, pur non seguendo il metodo “corretto”, ottengono risultati e riconoscimenti migliori.
Poiché esprimere pubblicamente la rabbia è considerato inaccettabile da questi soggetti, essi aumentano ogni volta gli sforzi per reprimerla, creando un circolo vizioso a livello emotivo. Possono mostrarsi eccessivamente zelanti ed ossequiosi nei confronti dei superiori e ipercritici e controllanti nei confronti dei sottoposti. Sebbene siano convinti di avere standard morali più elevati degli altri, a differenza dei soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, si sforzano di apparire sempre posati e modesti, evitando di mostrare orgoglio o altezzosità. Questo è dovuto alla loro paura di sbagliare e di essere rimproverati per i loro errori.
Questo ci riporta al dato di fatto che a monte si siano verificati con molto elevata probabilità accadimenti dolorosi che hanno leso l’auto stima e che possono essere molto più che le conseguenze di una rigida educazione, ovvero più probabilmente maltrattamenti psicologici e/o verbali o simili, patiti nell’infanzia e/o nell’età dello sviluppo.
Questo rende più funzionale, dinnanzi alla impenetrabilità ed apparente difficoltà di analisi di certi schemi comportamentali rigidi e ripetitivi, un approccio con la tecnica dell’EMDR che va a sciogliere i dolorosi ricordi di accadimenti occorsi al soggetto affetto da tale disturbo favorendo il superamento di tali comportamenti meramente atti a ‘proteggere’ l’individuo che li dispiega intorno a sé.

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